Conto che torna

Calcolo stipendio netto 2026

Calcola il netto 2026 dalla RAL: contributi INPS, IRPEF, detrazioni, addizionali regionale e comunale del tuo comune, con formula e fonti dichiarate.

In euro, come sul contratto (RAL).
Serve per l’addizionale comunale. Selezionato: Milano (MI).
    365 per un anno intero; di meno se hai iniziato o finito durante l’anno.

    Netto mensile stimato, 13 mensilità

    1.801,96 €

    23.425,52 € all’anno

    Scomposizione del calcolo

    • Retribuzione annua lorda30.000,00 €
    • Contributi INPS a carico tuo− 2.757,00 €
    • Imponibile IRPEF27.243,00 €
    • IRPEF lorda− 6.265,89 €
    • Detrazioni per lavoro dipendente3.044,29 €
    • IRPEF netta− 3.221,60 €
    • Addizionale regionale− 377,94 €
    • Addizionale comunale− 217,94 €
    • Trattamento integrativo e somma esente0,00 €

    Netto annuo23.425,52 €

    Per Milano il MEF non ha ancora pubblicato la delibera 2026: vale l’aliquota dell’anno precedente.

    Come funziona il calcolo

    Il calcolatore parte dalla retribuzione annua lorda (RAL) scritta sul contratto e la trasforma in netto in sei passaggi. Sono gli stessi che fa il datore di lavoro in busta paga, applicati però all’anno intero, così ogni voce si vede per esteso.

    1. Contributi INPS a carico tuo. Sulla RAL si applica l’aliquota a carico del lavoratore dipendente del settore privato, il 9,19 per cento. Sulla parte di retribuzione che supera la prima fascia di retribuzione pensionabile, 56.224 euro nel 2026, si aggiunge un contributo dell’1 per cento. Aliquota, fascia e massimale vengono dal dataset INPS 2026, che cita le circolari INPS da cui sono presi.
    2. Imponibile IRPEF. È la RAL meno i contributi. Su questa cifra si calcolano imposta, detrazioni e addizionali.
    3. IRPEF lorda. L’imposta è progressiva per scaglioni: 23 per cento fino a 28.000 euro, 33 per cento sulla parte fra 28.000 e 50.000 euro, 43 per cento oltre. Le aliquote 2026 sono nel dataset IRPEF 2026, preso dalla legge di bilancio 2026 pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
    4. Detrazioni. La detrazione per lavoro dipendente vale 1.955 euro fino a 15.000 euro di reddito, poi scende gradualmente e si azzera a 50.000 euro; fra 25.000 e 35.000 euro si aggiungono 65 euro. Per i redditi fra 20.000 e 40.000 euro c’è un’ulteriore detrazione: 1.000 euro pieni fino a 32.000 euro, poi decrescente fino a zero. Tutte e due sono rapportate ai giorni di lavoro nell’anno.
    5. Trattamento integrativo e somma esente. Se il reddito non supera 15.000 euro e l’imposta lorda è più alta della detrazione per lavoro dipendente diminuita di 75 euro, spettano 1.200 euro all’anno di trattamento integrativo. Fra 15.000 e 28.000 euro spetta solo la differenza fra le detrazioni e l’imposta lorda, e solo quando le detrazioni sono più alte. Fino a 20.000 euro di reddito il datore di lavoro riconosce anche una somma che non concorre al reddito: il 7,1 per cento del reddito fino a 8.500 euro, il 5,3 per cento fino a 15.000 euro, il 4,8 per cento fino a 20.000 euro.
    6. Addizionali regionale e comunale. Ogni regione applica la propria aliquota, o i propri scaglioni, sull’imponibile; ogni comune la propria aliquota, spesso con una soglia di reddito sotto la quale non si paga nulla. I valori vengono dai file del Dipartimento delle Finanze, raccolti nel dataset delle addizionali regionali e nel dataset delle addizionali comunali. Le addizionali sono dovute solo se, dopo le detrazioni, resta un’IRPEF da pagare: chi sta nella no tax area non le paga.

    Il netto annuo è la RAL meno contributi, IRPEF netta e addizionali, più trattamento integrativo e somma esente. Il netto mensile è il netto annuo diviso per le mensilità previste dal contratto, 13 o 14.

    I dati usati e fino a quando valgono

    Ogni cifra del calcolo viene da un file con fonte primaria, data in cui l’abbiamo letta e periodo di validità. I file sono pubblicati nella sezione dei dati aperti, scaricabili in JSON e CSV, e sono gli stessi che usa il calcolatore:

    • IRPEF 2026: scaglioni, detrazione per lavoro dipendente, trattamento integrativo, somma esente e ulteriore detrazione, dalla legge di bilancio 2026, dal testo unico delle imposte sui redditi e dalla legge di bilancio 2025.
    • Contributi INPS 2026: aliquota a carico del lavoratore, contributo aggiuntivo, massimale e minimale, dalle circolari INPS.
    • Addizionali regionali 2026: scaglioni e agevolazioni delle 19 regioni e delle 2 province autonome, dalle tabelle del Dipartimento delle Finanze.
    • Addizionali comunali 2026: aliquote e soglie di esenzione di tutti i comuni, dall’elenco del Dipartimento delle Finanze. Per i comuni che non hanno ancora pubblicato la delibera 2026 vale l’aliquota dell’anno precedente, come prevede la regola del Ministero: in questi casi il calcolatore lo scrive sotto la scomposizione.

    I dati valgono per il periodo d’imposta 2026. Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore il nuovo testo unico delle imposte sui redditi e la pagina verrà rivista con i dati 2027 prima della data di revisione indicata in fondo.

    Che cosa il calcolatore non considera

    Il calcolo copre il caso base del lavoratore dipendente del settore privato. Restano fuori, e lo diciamo perché tu sappia quanto fidarti del numero:

    • il pubblico impiego, che ha aliquote contributive diverse;
    • le detrazioni per coniuge, figli e altri familiari a carico, e l’assegno unico;
    • fringe benefit, buoni pasto e welfare aziendale, che non passano dall’IRPEF o ci passano con regole proprie;
    • i regimi agevolati, come quello per chi rientra dall’estero;
    • l’apprendistato, che ha un’aliquota contributiva ridotta;
    • altri redditi oltre a quello di lavoro dipendente: il reddito complessivo che usiamo per detrazioni e bonus coincide con l’imponibile da lavoro;
    • gli oneri deducibili e detraibili della dichiarazione dei redditi, come spese mediche o interessi del mutuo;
    • le agevolazioni regionali per figli a carico o disabilità che alcune regioni prevedono sull’addizionale: sono riportate nel dataset ma non applicate.

    Se rientri in uno di questi casi, il netto reale può essere più alto di quello calcolato qui.

    Come leggere il risultato

    La cifra grande è il netto mensile stimato; sotto trovi il netto annuo e la scomposizione riga per riga: le voci in rosso vengono sottratte, le altre sommate o usate come base. Il campo dei giorni serve se il contratto copre solo una parte dell’anno: scrivi i giorni effettivi e, nella RAL, quanto guadagni davvero in quel periodo, perché detrazione, trattamento integrativo e somma esente si riducono in proporzione.

    Il netto mensile è una media. In busta paga il datore di lavoro calcola l’imposta mese per mese sulle mensilità effettivamente pagate, trattiene le addizionali dell’anno precedente in rate durante l’anno e fa il conguaglio a dicembre: il singolo cedolino può quindi discostarsi, mentre il totale dell’anno tende a coincidere con il netto annuo mostrato qui.

    Ogni calcolo ha un indirizzo proprio: i valori che inserisci finiscono nella barra degli indirizzi e puoi copiarla per condividere il risultato o riaprirlo più tardi. Non usiamo cookie né memoria del browser per ricordare i tuoi dati.

    Per confrontare questo strumento con gli altri calcolatori del sito, parti dalla sezione lavoro e stipendio.

    Esempi calcolati con la formula

    Tre casi con gli input dichiarati: le cifre le produce la stessa formula del calcolatore, con i dati 2026.

    Esempio 1: impiegata a Milano. RAL 30.000,00 €, contratto a tempo indeterminato, 13 mensilità, Lombardia, Milano (MI), 365 giorni.
    Contributi INPS− 2.757,00 €
    Imponibile IRPEF27.243,00 €
    IRPEF lorda− 6.265,89 €
    Detrazioni+ 3.044,29 €
    IRPEF netta− 3.221,60 €
    Addizionale regionale− 377,94 €
    Addizionale comunale− 217,94 €
    Trattamento integrativo+ 0,00 €
    Somma esente+ 0,00 €
    Netto annuo23.425,52 €
    Netto mensile (13 mensilità)1.801,96 €
    Esempio 2: contratto a termine a Roma. RAL 22.000,00 €, contratto a tempo determinato, 14 mensilità, Lazio, Roma (RM), 365 giorni.
    Contributi INPS− 2.021,80 €
    Imponibile IRPEF19.978,20 €
    IRPEF lorda− 4.594,99 €
    Detrazioni+ 2.644,30 €
    IRPEF netta− 1.950,69 €
    Addizionale regionale− 345,62 €
    Addizionale comunale− 179,80 €
    Trattamento integrativo+ 0,00 €
    Somma esente+ 958,95 €
    Netto annuo18.461,04 €
    Netto mensile (14 mensilità)1.318,65 €
    Esempio 3: quadro a Napoli con 14 mensilità. RAL 38.000,00 €, contratto a tempo indeterminato, 14 mensilità, Campania, Napoli (NA), 365 giorni.
    Contributi INPS− 3.492,20 €
    Imponibile IRPEF34.507,80 €
    IRPEF lorda− 8.587,57 €
    Detrazioni+ 2.096,52 €
    IRPEF netta− 6.491,05 €
    Addizionale regionale− 852,55 €
    Addizionale comunale− 345,08 €
    Trattamento integrativo+ 0,00 €
    Somma esente+ 0,00 €
    Netto annuo26.819,12 €
    Netto mensile (14 mensilità)1.915,65 €

    Domande frequenti

    Quanto vale al netto uno stipendio di 30.000 euro lordi nel 2026?

    Per un dipendente a tempo indeterminato con 13 mensilità residente a Milano il calcolatore dà circa 23.400 euro all’anno, cioè circa 1.800 euro al mese: è il primo esempio della pagina, calcolato con i dati 2026. Cambiando regione o comune il risultato si sposta di qualche decina di euro all’anno.

    Perché il netto in busta paga è diverso da quello del calcolatore?

    Il calcolatore lavora sull’anno intero e divide il netto per le mensilità. In busta paga il datore di lavoro applica imposta e detrazioni mese per mese, trattiene le addizionali dell’anno precedente a rate e fa il conguaglio a dicembre: la cifra di un singolo mese può quindi differire, mentre il totale dell’anno si avvicina al netto annuo calcolato qui.

    Che differenza c’è fra 13 e 14 mensilità?

    Nessuna sul netto annuo: a parità di RAL le imposte sono le stesse. Cambia solo la divisione: con 14 mensilità ogni mensilità è più bassa, ma ricevi tredicesima e quattordicesima.

    Ho lavorato solo una parte dell’anno: come lo indico?

    Scrivi nel campo dei giorni quanti giorni copre il tuo contratto nell’anno e nella RAL quanto guadagni davvero in quel periodo. Detrazione per lavoro dipendente, trattamento integrativo e somma esente si riducono in proporzione ai giorni, come prevede la legge.

    Il calcolatore tiene conto di coniuge e figli a carico?

    No. Le detrazioni per familiari a carico e l’assegno unico dipendono dalla situazione della famiglia e restano fuori da questa versione, che copre il caso base del dipendente privato senza carichi. Il netto reale di chi ha familiari a carico è quindi un po’ più alto.

    Se non pago l’IRPEF devo pagare le addizionali?

    No. Le addizionali regionale e comunale sono dovute solo se, dopo le detrazioni, resta un’IRPEF da pagare. Sotto la no tax area il calcolatore le azzera.

    Fonti

    A cura di Claudio Lo IaconoUltimo aggiornamento: 11 settembre 2026Come lavoriamo